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Quartetto Saxofonia:
sax soprano Gianfranco Berardi, sax tenore Luca Quadrelli,
sax baritono Riccardo Righi, sax contralto Gilberto Monetti
Curriculum
Il gruppo strumentale Quartetto
Saxofonia si è costituito negli anni settanta con la finalità di dedicarsi
allo studio e interpretazione della letteratura preesistente per saxofono,
con particolare attenzione al repertorio di fine Ottocento e primo
Novecento italiano.
Successivamente con le esperienze
acquisite, parallelamente all’evolversi del saxofono nel campo della
musica classica e da camera e l’inserimento dello studio accademico negli
organici dei Conservatori Musicali di Stato, al Quartetto vengono offerte
diverse possibilità di collaborazione nell’esecuzione di musiche di autori
contemporanei ottenendo riscontro di merito nelle opportune sedi di
competenza.
Il percorso artistico del
Saxofonia Quartet (nome iniziale “Nuovo Quartetto d’Ance”) alternato da
momenti di affermazione dei risultati ottenuti alle verifiche autentiche
nei confronti degli emergenti della nuova scuola di saxofono italiana, può
vantare un ventennio di partecipazione attiva (concerto, registrazioni
discografiche, convegni musicali nazionali e mondiali) a contributo di
quello che è ora il saxofono della musica classica.
Presentazione C.D.
Saxofonia Quartet
E’ successo come per la scoperta
dell’America: Colombo sperava di arrivare alle favolose Indie di Marco
Polo, invece scoprì il Nuovo mondo.
Così il celebre maestro di banda
del teatro dell’Opéra di Parigi, Adolphe Sax (1814+1894) con l’idea di
creare uno strumento che avesse la funzione di omogeneo collegamento fra
la famiglia dei legni e quella degli ottoni, ideò un’intera famiglia di
strumenti a fiato che giustamente battezzò col suo nome: Saxofoni.
Famiglia dotata di notevoli risorse e caratteristiche timbriche
inimitabili, l’ensemble di sax integra la sua contenuta letteratura
storica con piacevoli e, a volte, ardite trascrizioni. La finalità di
questa compilazione non è tanto quella di presentare esecuzioni
filologicamente rigorose, ma intende proporre un excursus in senso storico
da Domenico Scarlatti a Vivaldi, dal più giovane dei figli di Bach,
Giovanni Cristiano (allievo di Padre Martini) a Rossini, senza dimenticare
sia le pagine appositamente scritte, sia la musica di intrattenimento.
Direi che suscita un certo
effetto ascoltare l’iridescente tastiera scarlattiana attraverso la
timbrica dei sax; altrettanto appropriata e particolarmente la Sinfonia
bachiana dalla quale emerge una fluente musicalità ormai pervasa da
consapevole classicismo. Da segnalare la piacevole sorpresa di estremo
interesse poi il Quartetto di Singelée, primo brano ad essere concepito
appositamente per questo organico, dal quale emerge un’abilità di
scrittura di grande effetto per i quattro strumenti ad ancia.
A sottolineare la componente del piacevole
divertimento non poteva mancare un pregevole brano di Rossini il quale,
come è noto, per gli strumenti a fiato ebbe una vera passione in quanto
suo padre era un apprezzato virtuoso (ed Accademico Filarmonico di
Bologna) di strumenti d’ottone.
Adriano Cavicchi
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